Formula visto e piaciuto non si applica ai vizi occulti  

La formula visto e piaciuto per acquisto auto stabilisce che, chiunque decida di acquistare un’auto usata, ha valutato attentamente l’oggetto della trattativa e ha deciso, in virtù di quanto ha constatato, di acquistarlo. A questo punto deve rinunciare a rivalersi sul venditore qualora riscontri vizi o difetti. L’articolo 1490 del codice civile dichiara che “il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore”.

Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa”. In questo caso la formula visto e piaciuto per acquisto auto potrebbe decadere poiché tale clausola non avrebbe alcuna validità nel caso in cui il venditore era a conoscenza di eventuali vizi dell’auto che sono stati da lui taciuti. In questo caso si tratta di frode a tutti gli effetti e l’acquirente potrà esercitare i suoi diritti.

Secondo l’art. 1943 del codice civile “in caso di risoluzione del contratto il venditore deve restituire il prezzo e rimborsare al compratore le spese e i pagamenti legittimamente fatti per la vendita. Il compratore deve restituire la cosa, se questa non è perita in conseguenza dei vizi”. La clausola non può, quindi, riferirsi ai vizi occulti, che si manifestano cioè, dopo i normali controlli eseguiti ante acquisto, soltanto dopo l’uso del bene compravenduto.

Né potrebbe essere diversamente, giacché la espressione “vista”, se priva di precisazioni rafforzative, inequivocabilmente allude solo ai vizi agevolmente riscontrabili dall’acquirente a primo esame. Il venditore di vetture usate, pertanto, è tenuto alla garanzia per i vizi occulti, anche se la vendita sia avvenuta “nello stato come vista e piaciuta”, a prescindere anche dal fatto che la presenza di essi non sia imputabile ad opera del venditore ma a vizi di costruzione del bene venduto.